

Il nome EMICARE è nato da un processo collaborativo che ha coinvolto attivamente i pazienti e le pazienti che convivono con l’emicrania o altre forme di cefalea.
Abbiamo voluto che fossero proprio loro a contribuire alla definizione dell’identità del progetto: questo coinvolgimento non è stato solo simbolico, ma riflette il nostro impegno a mantenere la persona al centro di ogni intervento assistenziale.
EMICARE unisce il riferimento all’emicrania con il concetto inglese di “care” che va ben oltre la semplice cura medica. Questo termine abbraccia dimensioni di attenzione, assistenza e presa in carico globale della persona.
Abbiamo scelto deliberatamente questa prospettiva perché riconosciamo che l’emicrania, come molte cefalee primarie, non è una condizione da cui si “guarisce” nel senso tradizionale, ma una realtà con cui si impara a convivere.
Il nostro obiettivo è costruire un sistema che sappia prendersi cura della persona nella sua interezza, considerando tutti gli aspetti della sua vita toccati dalla malattia.
EMICARE rappresenta quindi il nostro impegno verso un modello di assistenza che affianca la persona cefalalgica nel suo percorso, con rispetto e consapevolezza delle complessità della sua esperienza.
L’aggiornamento e la successiva riorganizzazione del “Percorso Cefalea” garantisce ai pazienti un percorso di cura continuo e coordinato attraverso i diversi livelli assistenziali, assicurando passaggi più scorrevoli tra le diverse strutture e una più adeguata comunicazione tra gli specialisti coinvolti.
I pazienti potranno beneficiare di tempi di attesa ridotti e di un accesso più appropriato ai servizi grazie alla strutturazione in tre livelli di assistenza: dal medico di medicina generale, primo punto di contatto dei pazienti, la persona con cefalea viene indirizzata in prima battuta al neurologo territoriale e, solo nel caso in cui il quadro clinico lo richiede, verso uno dei centri o ambulatori cefalee presenti in ogni provincia della Regione Emilia Romagna.
In caso di ulteriori problematiche diagnostiche o terapeutiche la persona viene indirizzata dal proprio centro/ambulatorio cefalee ad uno dei quattro centri cefalee coordinatori di area (Azienda Ospedaliero Universitaria di Parma, Azienda Ospedaliera Universitaria di Modena, IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche AUSL di Bologna e Ospedale di Ravenna AUSL Romagna), dei quali: Bologna è anche il riferimento regionale per le cefalee croniche refrattarie suscettibili di terapia chirurgica; Modena è anche il centro di riferimento per le forme di cefalea associate a un uso eccessivo di farmaci sintomatici
Questa organizzazione non rappresenta una suddivisione gerarchica in livelli, ma uno schema organizzativo che ha l’obiettivo di gestire le lunghe liste d’attesa per i centri specializzati coordinatori, permettendo ai pazienti di ricevere tempestivamente diagnosi e cure direttamente al livello più adatto alle proprie necessità cliniche e vicino alla propria abitazione.
L’assistenza sarà inoltre più vicina al domicilio grazie all’inclusione delle nuove Case della Comunità e dei Centri di Assistenza Urgenza (CAU), strutture pensate per rispondere alle esigenze dei pazienti in modo tempestivo, riducendo gli accessi impropri al Pronto Soccorso.
Il percorso aggiornato assicura anche un accesso più equo e rapido alle terapie innovative disponibili, come i farmaci anti-CGRP (anticorpi e gepanti) e la tossina botulinica per l’emicrania cronica, attraverso una rete di centri prescrittori più capillare sul territorio. I pazienti potranno, inoltre, contare su un approccio multidisciplinare che integra competenze neurologiche, psicologiche e farmacologiche per affrontare tutti gli aspetti della condizione, incluso il supporto psicologico e la gestione dell’eventuale uso eccessivo di farmaci sintomatici.
L’implementazione dei servizi di telemedicina consentirà di usufruire di consulti, follow-up e monitoraggio anche a distanza, riducendo la necessità di spostamenti e rendendo il percorso di cura più accessibile e continuativo.
Questa riorganizzazione complessiva permette ai pazienti di ricevere diagnosi e cure più appropriate, tempestive e personalizzate, con un’attenzione particolare alle specifiche esigenze individuali e alla gravità della condizione, migliorando concretamente la qualità della vita di chi soffre di cefalea.
Per i pazienti in trattamento con farmaci anti-CGRP, la telemedicina elimina la necessità di frequenti spostamenti verso le strutture sanitarie per le visite di monitoraggio obbligatorie.
Questo rappresenta un vantaggio sostanziale, considerando che l’emicrania è una patologia altamente disabilitante che può rendere difficoltosi gli spostamenti, specialmente durante gli episodi acuti. Inoltre, considerato l’impatto che la patologia ha sulla carriera lavorativa, grazie alla telemedicina si possono ridurre anche le assenze dal lavoro per le visite di monitoraggio.
La televisita tramite l’Infrastruttura Regionale della Telemedicina (IRT) consente ai pazienti di effettuare i controlli necessari comodamente da casa, riducendo i disagi legati al trasporto, i tempi di attesa e i costi di spostamento.
Inoltre, il sistema di teleconsulto tra specialisti regionali garantisce una gestione più coordinata e competente della patologia, permettendo ai neurologi di confrontarsi rapidamente sui casi complessi e ottimizzare le terapie. Anche il teleconsulto tra neurologi e Medici di Medicina Generale (MMG) assicura una continuità assistenziale più efficace, con interventi tempestivi in caso di necessità.
Questo modello innovativo di presa in carico, basato sull’esperienza già maturata in Emilia-Romagna con altre patologie croniche, risponde perfettamente alle esigenze dei pazienti con emicrania cronica, offrendo un’assistenza più accessibile, personalizzata e meno invasiva nella loro quotidianità, pur mantenendo l’elevata qualità del monitoraggio richiesto per i trattamenti innovativi.
La riorganizzazione del trattamento per i pazienti con cefalea da uso eccessivo di farmaci (MOH) resistente alle terapie domiciliari offre un approccio più completo e personalizzato, garantendo un sostegno continuo durante tutte le fasi del percorso terapeutico. Questo obiettivo risponde a una necessità clinica importante e porta significativi benefici a chi soffre di questa condizione particolarmente complessa.
I pazienti potranno beneficiare di un modello di presa in carico realmente multidisciplinare, dove l’inserimento stabile della figura dello psicologo/psichiatra nel percorso terapeutico assicura non solo il trattamento del disturbo cefalalgico, ma anche l’adeguato supporto psicologico necessario durante la fase di disassuefazione dai farmaci e nel periodo successivo. Questo approccio integrato permette di affrontare sia gli aspetti fisici che quelli psicologici della dipendenza da analgesici, aumentando significativamente le possibilità di successo del trattamento e riducendo il rischio di ricadute.
La continuità assistenziale rappresenta un altro importante vantaggio per i pazienti, che saranno accompagnati durante tutto il percorso: dalla fase di ricovero per la disassuefazione, attraverso il delicato momento della dimissione, fino alla presa in carico territoriale a medio-lungo termine.
Lo scambio costante di informazioni tra ospedale e territorio, con il coinvolgimento attivo del Medico di Medicina Generale, garantisce che non ci siano interruzioni nel percorso di cura e che il paziente non si senta mai abbandonato dopo la dimissione.
L’introduzione dello strumento “Specialista On Call”, già sperimentato con successo nell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, rappresenta un’ulteriore risorsa preziosa. Questo sistema permette ai pazienti di avere, attraverso il proprio medico di medicina generale o lo specialista territoriale, un accesso rapido a consulenze specialistiche tramite un numero telefonico dedicato, riducendo significativamente i tempi di attesa per ricevere indicazioni su eventuali problematiche che possono emergere durante il percorso di cura.
Questa riorganizzazione complessiva consente di offrire ai pazienti con cefalea da uso eccessivo di farmaci un percorso terapeutico più efficace, personalizzato e supportato, migliorando concretamente le possibilità di superare questa condizione complessa e le sue conseguenze sulla qualità della vita.
L’implementazione e il costante aggiornamento dei Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali (PDTA) per i pazienti con cefalea non traumatica rappresenta un significativo miglioramento nella gestione di questa patologia, con benefici concreti e misurabili per chi ne soffre.
L’esperienza maturata nelle Aziende USL di Bologna e Reggio Emilia dimostra come l’adozione di questi percorsi strutturati, attivi rispettivamente dal 2010 e dal 2012 e regolarmente aggiornati attraverso cicli di audit annuali, abbia portato a un’organizzazione più efficiente dell’assistenza. I pazienti possono contare su un sistema che definisce chiaramente i passaggi tra i diversi livelli di cura, riducendo drasticamente i tempi di attesa soprattutto per le forme di cefalea primaria cronica, come dimostrato nell’AUSL di Bologna grazie all’implementazione di cartelle elettroniche e agende condivise tra neurologia territoriale e Centro Cefalee dell’IRCCS-ISNB.
L’evoluzione di questi PDTA ha portato a un progressivo ampliamento dell’approccio multidisciplinare, particolarmente evidente nell’AUSL di Reggio Emilia dove il percorso include ora figure professionali come psicologi, nutrizionisti e medici agopuntori, oltre all’accesso alle procedure di Terapia Antalgica. Questa integrazione di diverse competenze consente ai pazienti di ricevere un trattamento più completo che affronta la cefalea in tutte le sue dimensioni, non limitandosi al solo aspetto farmacologico ma considerando anche gli aspetti psicologici, nutrizionali e di medicina complementare.
L’adozione di supporti elettronici con codifica ICD-9* delle malattie permette inoltre una migliore tracciabilità del percorso dei pazienti e una più accurata raccolta di dati epidemiologici, consentendo alle strutture sanitarie di monitorare costantemente l’efficacia dei protocolli adottati e di apportare tempestivamente le necessarie modifiche. Per i pazienti, questo si traduce in un percorso di cura più personalizzato, basato su evidenze cliniche e costantemente aggiornato secondo le più recenti linee guida.
L’estensione di questi PDTA a livello regionale garantirà a tutti i pazienti dell’Emilia Romagna l’accesso a standard di cura omogenei e di alta qualità, indipendentemente dalla loro collocazione geografica, contribuendo significativamente al miglioramento della qualità di vita di chi soffre di cefalea.
*La codifica ICD-9-CM (International Classification of Diseases, 9th Revision, Clinical Modification) è un sistema di classificazione utilizzato per codificare le malattie, i traumatismi, le procedure diagnostiche e terapeutiche. In Italia, è la versione della Classificazione Internazionale delle Malattie prevista per la codifica delle malattie e dei problemi correlati
L’introduzione dei farmaci anti-CGRP negli ultimi tre anni ha segnato una rivoluzione nel trattamento delle forme di emicrania ad alta frequenza e croniche, offrendo una nuova speranza ai pazienti resistenti alle terapie tradizionali. Gli studi di real life hanno già dimostrato un significativo miglioramento della qualità di vita di questi pazienti, ma l’impatto complessivo di questa innovazione terapeutica sui servizi sanitari e sull’esperienza dei pazienti non è ancora stato valutato in modo sistematico.
La valutazione della distribuzione dell’utilizzo dei farmaci anti-CGRP in Emilia-Romagna porterà benefici concreti ai pazienti, consentendo di identificare eventuali disparità di accesso a questi trattamenti innovativi nelle diverse aree della regione e di intervenire per garantire l’equità assistenziale. Questo permetterà a tutti i pazienti con emicrania cronica di avere le stesse opportunità di accedere a terapie che possono cambiare significativamente la loro qualità di vita.
La definizione di una coorte storica di pazienti emicranici rappresenta un ulteriore vantaggio per i pazienti attuali e futuri. Studiando il consumo farmacologico, gli accessi in Pronto Soccorso, i ricoveri per cefalea e gli esami diagnostici effettuati prima e dopo l’introduzione dei mabs, sarà possibile valutare non solo l’efficacia clinica di questi farmaci, ma anche il loro impatto sulla riduzione del carico assistenziale e dei costi diretti e indiretti della malattia.
Questi dati permetteranno di ottimizzare l’uso delle risorse sanitarie e di individuare i pazienti che possono trarre maggior beneficio da queste terapie, rendendo più mirato ed efficiente il percorso di cura. I pazienti potranno beneficiare di una maggiore appropriatezza prescrittiva, di una riduzione degli accessi impropri ai servizi di emergenza e di un minor numero di esami diagnostici non necessari, con conseguente diminuzione del disagio fisico e psicologico legato a questi interventi.
Inoltre, la raccolta sistematica di questi dati potrà supportare le decisioni di politica sanitaria riguardanti l’estensione dell’accesso a queste terapie innovative, potenzialmente ampliando la platea di pazienti che possono beneficiarne e migliorando ulteriormente la gestione complessiva dell’emicrania in Emilia-Romagna.
La cefalea rappresenta una condizione spesso sottostimata dall’opinione pubblica, che può trasformarsi in un vero e proprio stigma per chi ne soffre cronicamente. La diffusa tendenza all’automedicazione e la disinformazione sul corretto uso dei farmaci da banco contribuiscono ad aggravare il problema, rinforzando i meccanismi di cronicizzazione.
L’obiettivo di divulgazione verso la cittadinanza intende affrontare queste criticità, generando benefici concreti per i pazienti attuali e potenziali.
I pazienti potranno beneficiare di una maggiore consapevolezza collettiva riguardo la cefalea come patologia seria e invalidante, riducendo lo stigma sociale che spesso accompagna chi ne soffre. Attraverso eventi regionali di informazione e orientamento, i cittadini riceveranno informazioni corrette e aggiornate che li aiuteranno a riconoscere i segnali d’allarme, a distinguere tra diverse tipologie di cefalea e a intraprendere il percorso di cura più appropriato in base alla gravità dei sintomi, evitando ritardi diagnostici e terapeutici.
Una maggiore informazione sul corretto uso dei farmaci da banco rappresenta un ulteriore vantaggio significativo, contribuendo a ridurre i casi di uso eccessivo e prevenendo l’insorgenza della cefalea da uso eccessivo di farmaci, una complicanza frequente e particolarmente invalidante. I pazienti apprenderanno quando è opportuno ricorrere all’automedicazione e quando invece è necessario consultare un medico, migliorando l’appropriatezza del percorso di cura.
Il coinvolgimento attivo dell’associazione di pazienti Alleanza Cefalalgici, e di AIC Associazione Italiana per la Lotta contro le Cefalee, nella stesura dei documenti di indirizzo regionali e aziendali, in collaborazione con le Società Scientifiche del settore, garantisce che le esigenze reali di chi soffre di cefalea siano effettivamente considerate nella pianificazione dei servizi. I pazienti avranno così a disposizione percorsi assistenziali più aderenti alle loro necessità concrete, sviluppati con il contributo di chi vive quotidianamente questa condizione.
Questa strategia di coinvolgimento e divulgazione potenzia la capacità dei pazienti di autogestire la propria condizione in modo consapevole e di interagire efficacemente con il sistema sanitario, portando complessivamente a un miglioramento della qualità della vita e a una riduzione dell’impatto della cefalea sulle attività quotidiane, lavorative e sociali.