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One brain One health: nuove frontiere della neurofarmacologia

29-30 Settembre 2025

Il 29 e il 30 settembre Modena è stata la cornice in cui si è svolto il convegno “One brain One health: nuove frontiere della neurofarmacologia” nell’ambito del progetto EMICARE. Un appuntamento che ha riunito esperti di neurologia, farmacologia, psichiatria e sanità pubblica per esplorare le più recenti innovazioni nella cura delle patologie neuropsichiatriche e neurodegenerative.

 

Responsabili scientifici
Simona Guerzoni, Luca Pani e Fabio Tascedda

Le interviste ai relatori e alle relatrici

Sostenibilità e appropriatezza prescrittiva.
Simona Guerzoni ed Edoardo Mampreso

La sostenibilità è un tema importante quando si parla dei nuovi farmaci anti-CGRP per l’emicrania (anticorpi monoclonali e gepanti). Quando curiamo le persone che soffrono di emicrania abbiamo anche una responsabilità sociale nei confronti di una patologia fortemente invalidante ed è per questo che l’appropriatezza prescrittiva (ossia: dare il farmaco giusto al paziente giusto nel momento giusto) deve essere il faro che guida ogni decisione presa dai clinici.

 

Di questo hanno parlato la dottoressa Simona Guerzoni (farmacologa e responsabile del Centro Cefalee del Policlinico di Modena) e il dottor Edoardo Mampreso (neurologo e direttore dell’UOC Neurologia di Piove di Sacco).

L’alleanza tra clinici, ricercatori, pazienti e istituzioni Sabina Cevoli

Sabina Cevoli (responsabile del Centro Cefalee dell’Ospedale Bellaria di Bologna) ha sottolineato quanto sia importante l’alleanza tra farmacologi, farmacologi clinici, neurologi, ricercatori, associazioni di pazienti e istituzioni nella presa in carico di chi soffre di emicrania, una patologia fortemente invalidante che in Italia colpisce oltre 7 milioni di persone.

Emicrania e depressione: malattie “nascoste” e disabilitanti Paola Torelli

Paola Torelli (responsabile del Centro Cefalee di Parma) ha evidenziato come l’emicrania e la depressione siano patologie “nascoste” perché non ci sono marcatori biologici che le rendono “visibili”. Questo, però, non significa che siano patologie meno importanti e meno impattanti di altre. Nel trattamento di queste malattie la multidisciplinarietà è importante perché insieme si cresce nella conoscenza, nascono collaborazioni nella ricerca fondamentali per lo sviluppo di terapie e di approcci che ci permettono di curare meglio le persone.

La classificazione delle cefalee Piero Barbanti

Piero Barbanti (Direttore dell’Unità per la Cura e la Ricerca su Cefalee e Dolore IRCCS San Raffaele Pisana) ha sottolineato l’importanza di mettere insieme tutti gli elementi che caratterizzano le persone che soffrono di emicrania – quindi non solo la sede del dolore o il numero di giorni di mal di testa – per costruire una classificazione che ci guidi sempre di più nella direzione di una medicina personalizzata.

L’importanza della ricerca in neurologia Monica DiLuca

Monica DiLuca (prorettrice alla Ricerca dell’Università degli studi di Milano e presidente eletta della Società Italiana di Farmacologia) ha sottolineato l’importanza di investire nella ricerca di base, fondamentale per prendersi cura di tutte quelle persone che soffrono di patologie del sistema nervoso centrale.
Malattie il cui costo si aggira attorno agli 800 miliardi di euro all’anno in Europa, un dato che evidenzia ancora di più quanto la ricerca sia necessaria per individuare nuovi target farmacologici e, di conseguenza, nuovi farmaci innovativi.

Emicrania e comorbidità psichiatriche Roberta Messina

L’associazione bidirezionale tra emicrania, depressione e ansia è stata confermata da diversi studi. La dottoressa Roberta Messina – Neurologo specialista in Cefalee e Dolori Facciali presso la U.O di Neurologia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano – sottolinea come la tossina botulinica e le nuove terapie anti-CGRP (anticorpi monoclonali e gepanti) si stanno dimostrando efficaci anche nei pazienti emicranici che hanno comorbidità psichiatriche, migliorando sia i sintomi dell’emicrania, sia i sintomi di depressione e ansia.

Responsabilità, appropriatezza e sostenibilità Alessandra Sorrentino

Alessandra Sorrentino (presidente di Alleanza Cefalalgici) ha evidenziato 4 concetti chiave su cui deve essere radicata l’alleanza tra medico e paziente:

  • responsabilità condivisa: anche il paziente deve essere protagonista e responsabile del suo percorso terapeutico;
  • comorbidità: l’emicrania è una patologia complessa e comorbida e come tale deve essere gestita; appropriatezza prescrittiva: è fondamentale dare il farmaco giusto alla persona giusta nel momento giusto.
  • sostenibilità: abbiamo il dovere comune di fare ciò che è in nostro potere per rendere il sistema sanitario sostenibile.
La psilocibina nel trattamento di emicrania e cefalea a grappolo Lanfranco Pellesi

Lanfranco Pellesi (specialista in Farmacologia Clinica e Tossicologia e ricercatore presso il Danish Headache Center) ha parlato della psilocibina, una molecola alternativa che negli ultimi 5 anni ha mostrato risultati promettenti nel trattamento delle cefalee primarie, in particolare emicrania e cefalea a grappolo. 

La psilocibina è, infatti, strutturalmente correlata alla serotonina, molecola implicata nella fisiopatologia di emicrania e cefalea a grappolo e per questo motivo potrebbe aprire nuove prospettive terapeutiche.

Emicrania e comorbidità psichiatrica Luigi Iannone

Emicrania e comorbidità psichiatrica: un aspetto da non sottovalutare. Valutare la presenza di ansia, depressione o altre comorbidità è fondamentale per garantire alle persone con emicrania un percorso terapeutico davvero personalizzato ed efficace. Un tema centrale nello standard of care per la gestione clinica dell’emicrania. Ne ha parlato Luigi Iannone, farmacologo clinico, tossicologo e specialista in cefalee.

Depressione e malattia di Alzheimer Filippo Caraci

Le evidenze cliniche ed epidemiologiche mostrano che la depressione non è solo una conseguenza, ma anche un possibile fattore di rischio per lo sviluppo della malattia di Alzheimer. Capire questa connessione apre la strada a nuove terapie e strategie di prevenzione. Ne parla Filippo Caraci, Professore Ordinario di Neurofarmacologia all’Università di Catania e Responsabile dell’UOR di Neurofarmacologia e Neuroscienze Traslazionali presso l’IRCCS Oasi Maria SS. di Troina.

Infiammazione cronica e malattie neurologiche Fabio Tascedda

Presente in molte patologie umane — anche neurologiche e psichiatriche — l’infiammazione cronica può peggiorare il quadro clinico, la prognosi e la risposta ai farmaci. Capire i meccanismi alla base e intervenire su di essi è fondamentale per potenziare l’efficacia delle terapie. Ne parla Fabio Tascedda, Professore Associato di Farmacologia all’Università di Modena e Reggio Emilia.

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